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Regime per impatriati 2024: guida completa per chi si trasferisce in Italia
Come funziona il regime fiscale agevolato per chi torna o arriva in Italia per la prima volta. Requisiti, vantaggi, durata e come richiederlo.
Il regime per impatriati è uno degli strumenti fiscali più vantaggiosi per chi decide di trasferire la propria residenza in Italia dopo un periodo di almeno due anni trascorso all’estero. Introdotto per attrarre talenti e capitali umani nel Paese, questo regime ha subito negli ultimi anni significative modifiche che è importante conoscere prima di pianificare il trasferimento.
Chi può accedere al regime per impatriati
Per beneficiare del regime agevolato è necessario soddisfare tutti i seguenti requisiti:
- Non essere stati residenti fiscalmente in Italia negli ultimi 2 anni (prima delle modifiche del 2023) o negli ultimi 3 anni (per i trasferimenti avvenuti dal 2024 in poi secondo le nuove regole)
- Impegnarsi a mantenere la residenza fiscale in Italia per almeno 4 anni
- Svolgere un’attività lavorativa prevalentemente in Italia (dipendente, autonoma o d’impresa)
- Possedere determinati requisiti di qualificazione (laurea o alta formazione, in base alle disposizioni vigenti)
Attenzione: Le regole del regime per impatriati sono state modificate dal decreto legislativo n. 209/2023 con effetti dal 1° gennaio 2024. Verificate sempre la normativa aggiornata o consultate un professionista prima di pianificare il trasferimento.
Il vantaggio fiscale: quanto si risparmia
Il beneficio principale consiste in un’esenzione parziale del reddito imponibile:
| Scenario | Reddito imponibile |
|---|---|
| Regime ordinario | 100% del reddito |
| Regime impatriati (regole 2024) | 50% del reddito (l’altro 50% è esente) |
| Con figli a carico | Esenzione fino al 60% |
Esempio pratico: Un lavoratore dipendente con RAL (Retribuzione Annua Lorda) di €80.000 che accede al regime impatriati tassa solo €40.000. Considerando le aliquote IRPEF progressive, il risparmio fiscale netto può essere significativo.
Durata del regime
Il regime si applica per un periodo di 5 anni dal trasferimento della residenza in Italia, con possibilità di proroga per ulteriori 5 anni (per un totale di 10 anni) in presenza di specifici requisiti:
- Acquisto di un immobile residenziale in Italia entro la fine del primo periodo di applicazione
- Almeno un figlio minorenne o a carico
- Almeno tre figli minorenni o a carico (proroga automatica senza altri requisiti)
Come richiederlo
Il regime per impatriati non si richiede con una domanda formale all’Agenzia delle Entrate: si accede tramite la dichiarazione dei redditi o, per i lavoratori dipendenti, tramite comunicazione scritta al datore di lavoro che provvederà ad applicare la detassazione direttamente in busta paga.
È però fondamentale documentare con cura la propria situazione precedente (residenza estera, attività svolta, iscrizione AIRE se applicabile) per essere in grado di dimostrare il rispetto dei requisiti in caso di controllo.
Il trattato Italia-Brasile contro la doppia imposizione
Per i cittadini brasiliani che si trasferiscono in Italia, il regime per impatriati si combina con il trattato contro la doppia imposizione stipulato tra Italia e Brasile. Questo trattato regola quale dei due Paesi ha il diritto di tassare i diversi tipi di reddito (da lavoro, da capitali, da immobili, ecc.) evitando che lo stesso reddito venga tassato due volte.
La corretta applicazione combinata di questi due strumenti richiede un’analisi caso per caso.
Hai in programma di trasferirti in Italia o hai già cambiato residenza? Contattaci per valutare insieme l’applicabilità del regime alla tua situazione specifica. Operiamo in italiano, portoghese, inglese e spagnolo.